GFF 2015 | Va beh, sì, ci so’ rimasta male

Questo articolo ha un destinatario preciso, per la prima volta nella storia del mio blog. Intendo rivolgermi all’organizzazione del Giffoni Film Festival. Ma prima di iniziare intendo chiarire che la mia polemica non vuole assolutamente risultare provocatoria. Io vorrei soltanto sensibilizzare chi di competenza e, sì, avrei potuto benissimo mandare una mail privata, ma non credo che io sia la sola a voler esprimere quanto segue, quindi ho ritenuto più adatto un post pubblico, che tutti possono leggere, commentare e/o contestare.


Lo scorso luglio ho preso parte, per la prima volta, al festival. Ero in Masterclass e credo che la mia esperienza al festival sia stata tanto positiva da aver lasciato una traccia indelebile nella mia memoria (proprio quella che mi tradisce nei momenti più utili come compiti in classe ed interrogazioni).
Ricordo che da sempre avrei voluto iscrivermi, partecipare alle selezioni e prendere parte alla manifestazione, ma prima dello scorso anno non avevo mai avuto il coraggio. Credevo che fosse qualcosa di troppo complicato, quasi inaccessibile. Poi, però, mi contattarono su Skype per il colloquio a distanza e mi trovai per la prima volta a discutere seriamente della mia più grande passione: il cinema.
Fino a maggio attesi trepidante il responso delle selezioni e quando seppi di averle passate (manco fossero un esame, esatto) feci un giro di chiamate infinito per comunicare il mio entusiasmo ai miei amici. Insomma, fu davvero una bella giornata, anche perché non avrei mai pensato di essere selezionata per la Masterclass, avendo appeno compiuto diciotto anni contro i 22 di media degli altri partecipanti.

Prima che avesse inizio il festival, la pagina Facebook ufficiale iniziò a condividere ogni settimana una celebrità che avrebbe preso parte al festival. Inutile dire quante volte ho boccheggiato davanti allo schermo del mio lentissimo pc fisso.
Quando seppi che Vittorio Storaro  avrebbe tenuto un incontro con noi Masterclass e che Gaudioso avrebbe insegnato per quasi una settimana a noi Masterclass di sceneggiatura mi sentii quasi male. Chi si sarebbe mai aspettato una cosa del genere?! Io, diciottenne che in un anno all’insegna dell’asocialità ho costruito delle basi abbastanza solide da poter gestire un blog di cinema, ma ho perso quasi tutti i contatti col mondo non avrei mai immaginato di poter prendere parte a qualcosa di tanto…WOW.

Ma non voglio perdermi in sentimentalismi: arriviamo al dunque.
Quest’anno l’organizzazione ha deciso di sorteggiare i giurati tra i vari iscritti.
Non ho subito contestato, sebbene sia subito andata nel panico più totale. Ho preferito aspettare le risposte mediatiche dei vari addetti e responsabili prima di buttare giù quello che nel gergo di noi blogger del napoletano è definito un “papiello“.

Però ora mi permetto di dire la mia.
Accetto che ci siano delle modifiche tra un’edizione e un’altra del festival, perché se la situazione rimanesse statica, ibernata al suo stadio primordiale, non ci sarebbe alcun sviluppo, negativo o positivo che sia.  Va detto però che un sorteggio è contemplabile tra le giurie dei più giovani, di quelli che sono inesperti per cause superiori e che magari tra un paio d’anni faranno un bel servizio a tutti noi più grandi.
Trovo più che ingiusto che anche per entrare in Masterclass bisogni sfidare la sorte. Voglio dire, davvero crediamo tutti quanti che valga la pena dare posto a chi non è motivato come altri?
Con questo non voglio peccare di superbia, come hanno fatto molte persone durante il corso della scorsa edizione e tramite i social network in questa settimana. Non credo di essere superiore o più meritevole di altri, ma credo di sicuro di non voler affidare una cosa a cui tengo tanto alla sorte. So che è difficile gestire tante iscrizioni, ma basterebbe sorteggiare le giurie semplici e “controllare” le Masterclass.
Lo dico perché ho tratto davvero tantissimo dagli incontri con tutti gli ospiti e gli insegnanti, lo scorso luglio, e non credo di dover rischiare di non prendere di nuovo parte a quest’esperienza perché qualcuno ha fatto il bulletto.

Chiudo il mio sproloquio suggerendo a chi verrà sorteggiato di godere al massimo della possibilità che questo festival rappresenta.
Parlate con tutti, guardate ogni film, ogni corto e ogni video che passa sui mille schermi a disposizione. Partecipate alle iniziative, tornate a casa solo quando le ginocchia non reggeranno più il vostro peso e imparate tutto quello che potete imparare dalla manifestazione in sé e dalle persone che circolano lì insieme alle loro idee. Davvero, fate del vostro meglio.

-Giorgia Spizzuoco

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